Lara Croft, Tomb Raider: The Cradle of
Life, USA 2003, di Jan de Bont
con Angelina Jolie, Gerard Butler, Noah Taylor, Ciaran Hinds, Djimon Hounsou.
Questa volta l'adrenalinica Lara è alle prese niente meno che con
il vaso
di Pandora, dove, secondo la mitologia classica, sono racchiusi
tutti i mali della Terra.
Il vaso è appetito da un ricco premio nobel senza scrupoli, il
dr. Jonathan Reiss (C. Hinds), che vuole venderlo come una normale arma
chimica, pur sapendo che la sua apertura causerà flagelli globali
(da cui, per qualche ragione, egli è convinto di riuscire a sottrarsi,
conquistando il dominio del mondo).
Alla fine Lara riuscirà ad impedirglielo, resisterà alla
curiosità che rovinò Pandora e riporrà nuovamente
il vaso nel suo nascondiglio.
Costato oltre 100 milioni di dollari, contro gli 85 milioni del primo
episodio, questo secondo Tomb Raider è decisamente
inferiore: la trama è confusa e grottesca, i dialoghi sono ridicoli
e la psicologia dei personaggi pressoché inesistente.
Tutto il film si regge unicamente sull'immagine di Angelina Jolie:
ben inteso, non sul personaggio di Lara Croft (piatto
e banale, come tutti gli altri), ma proprio sul brand Angelina
Jolie.
L'immagine, il fantasma di una donna bellissima, avventurosa,
ricca, atletica, originale, ma moralmente integra, che scalcia, nuota,
prende a pugni squali e si getta nel vuoto (riportando al limite qualche
graffietto e sempre con un maquillage impeccabile).
Chi non vorrebbe essere come (o con) Angie/Lara? Insomma,
un'operazione di marketing in piega regola, che nelle intenzioni dovrebbe
ripagare sia la produzione (che, in effetti, ha incassato 155 milioni
di dollari in tutto il mondo) sia l'interprete.
In un'intervista rilasciata al Daily Express il creatore del personaggio
di Lara Croft, Ian Livingstone, ha dichiarato che la
casa di produzione Paramount ha già contattato Angelina per filmare
un terzo episodio e pare che l'attrice abbia accettato. Speriamo che questa
volta la regia sia affidata a qualcuno capace di valorizzare tutte le
doti di Angie, non solo quelle estetiche.